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15/09/2009
- FONTE "La Sicilia"
Franco Anastasi
«Quest'anno -sostiene l'attaccante granata- darò il mio massimo impegno
fino all'ultima giornata poiché voglio vincere il campionato
con l'Acireale. Voglio
dedicare questo poker di gol alla squadra, al preparatore
atletico prof. Alessandro Russo, al mister Carlo Breve, al digì Mario
Marino e al massaggiatore Franco Lombardo, tutte persone che
mi vogliono bene»
Salvatore Esposito, comunemente chiamato Sasà, è il nuovo «leone» di Acireale. Alla prima giornata del campionato di Eccellenza, contro il malcapitato Capo d'Orlando, il centravanti granata ha «ruggito» ben quattro volte. Quattro gol (del 5-0 con il quale la formazione allenata da Carlo Breve si è imposta), uno più bello dell'altro sia per preparazione che per esecuzione.
Ma cerchiamo di conoscere più da vicino l'attaccante che il digì dell'Acireale, Mario Marino, ha voluto a tutti i costi e che sul quale punta molto. Nato a Napoli nel 1983, ha frequentato la scuola calcio di Afragola, prima di trasferirsi nella Reggina, dove è rimasto per quattro anni, disputando due campionati nella formazione allievi nazionali e due nella squadra Primavera. Successivamente ha girovagato molto indossando la casacca dell'Angri, del Lamezia, del Capo Vaticano, del Praia, della Rossanese e, lo scorso campionato, quella d'Irpinia, dove ha realizzato 15 gol in 25 gare disputate.
Fisico da corazziere, Sasà Esposito, alto cm. 183, ha un traguardo da raggiungere, come egli stesso ci confessa: «Quest'anno - sostiene - darò il mio massimo impegno fino all'ultima giornata poiché voglio vincere il campionato con l'Acireale. So che c'è tanta concorrenza e che non sarà semplice ma siamo pronti a lottare».
Se il buon giorno si vede dal mattino...
«Sinceramente non avevo mai realizzato quattro reti in una sola partita, al massimo ero riuscito a metterne a segno tre, anche lo scorso campionato con l'Irpinia. E' stato tutto merito dei miei compagni che mi hanno offerto palloni deliziosi, molto invitanti. Voglio dedicare questo poker di gol alla squadra, al pre-paratore atletico prof. Alessandro Russo, al mister Carlo Breve, al digì Mario Marino e al massaggiatore Franco Lombardo, tutte persone che mi vogliono bene
e che mi fanno sentire come a casa mia».
Cosa ti senti di promettere ai tuoi tifosi?
«Che metterò il mio massimo impegno dalla prima fino all'ultima giornata, con l'obiettivo di vincere il campionato, ne abbiamo i mezzi, anche se, naturalmente, nessun avversario è disposto a darci il lascia passare».
Come ti sembra questo Acireale?
«Costruito molto bene. Con ottimi ragazzi e giocatori molto validi, di grande carattere ma al tempo stesso anche umili. Si scende in campo all'insegna di uno per tutti e tutti per uno. Non è soltanto un modo di dire ma la realtà, cercando di mettere a frutto gli insegnamenti e le disposizioni del mister».
Che ambiente hai trovato ad Acireale?
«Molto gasato. Capisco perfettamente le esigenze di questo popolo granata che, abituato com'era in palcoscenici di ben altra levatura, non intende assolutamente restare nell'anonimato di un campionato come l'Eccellenza. Quando all'uscita dallo stadio, a fine gara, sono stato accolto come un trionfatore, mi sono emozionato moltissimo, non mi aspettavo una simile accoglienza. Per me sarà una giornata da ricordare per
sempre».
Parlaci delle tue caratteristiche tecniche.
«Sono un giocatore al quale piace spa-ziare su tutto il fronte d'attacco, non sono un tipo statico. Torno indietro ad aiutare i compagni e sono ambidestro. Ho un buon colpo di testa e un discreto controllo di palla».
Aspirazioni?
«Innanzitutto vincere il campionato con l'Acireale e poi restare con la stessa società granata il più a lungo possibile. Io sono un ragazzo del sud e qui mi trovo benissimo, so sacrificarmi e soprattutto lavorare tantissimo per cercare di migliorarmi sempre di più».
C'è un giocatore al quale ti ispiri?
«Mi è sempre piaciuto Bobo Vieri, un autentico campione, un vero goleador».
La squadra per la quale simpatizzi?
«Essendo napoletano, non simpatizzo semplicemente, ma faccio un tifo sfegatato per il mio Napoli, che finalmente sta uscendo dall'anonimato in cui era piombato negli ultimi anni».
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